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CONSIGLI TECNICI

 

 

 

 IL Telescopio 

 

Telescopio rifrattore o Galileiano

 

 

Il rifrattore è il più classico dei telescopi e fu creato in Olanda intorno al 1600 per usi esclusivamente militari. Galileo Galilei fu il primo ad usarlo nelle osservazioni astronomiche (per questo vengono anche chiamati telescopi "Galileiani"). E' costituito essenzialmente da tre parti:

 

 

Schema di un Telescopio rifrattore

 

Come si può notare dallo schema, la luce entra nel tubo passando per una lente che serve a convergere l'immagine fino all'oculare.

Uno dei problemi principali che afflisse questo telescopio fin dalla sua nascita, fu la cosiddetta aberrazione cromatica, che consiste in un alone colorato che si forma attorno agli oggetti più brillanti e che ovviamente ne limita di molto l'osservazione.

Questo problema fu risolto nella metà del 1700 grazie al rifrattore acromatico che consiste nell'uso di una seconda lente nell'obiettivo che ha lo scopo di correggere l'aberrazione. Questa correzione comunque è fattibile solamente in presenza di focali abbastanza lunghe, e questo significa quindi avere dei tubi di lunghezze elevate e quindi molto difficili da maneggiare e da gestire. Successivamente sono nati i rifrattori apocromatici con obiettivi che presentano due o tre lenti differenti per curvatura e materiale, una lente del doppietto è spesso realizzata usando un vetro a bassa dispersione. Le immagini sono molto nitide e sono dei telescopi adatti alla fotografia astronomica.

 

Telescopio riflettore o Newtoniano

 

 

Isaac Newton inventò questo tipo di telescopi intorno al 1680 (questi telescopi vengono infatti chiamati Newtoniani) per combattere il problema dell'aberrazione cromatica che affliggeva i telescopi rifrattori a quel tempo.
Invece di usare una lente, Newton pensò di catturare la luce mediante uno specchio principale e di rifletterla in un secondo specchio per poi farla arrivare all'oculare. Questi strumenti quindi sono costituiti da:

 

Schema di un Telescopio riflettore

 

Il vantaggio di questi telescopi rispetto ai rifrattori è che possono avere delle dimensioni più "ragionevoli" e costi molto contenuti, per tale motivo sono i più commercializzati al mondo.

Esistono 2 tipi fondamentali di telescopi riflettori:

Telescopio catadiottrico

 

 

 

I telescopi catadiottrici sono dei telescopi ibridi, parte rifrattori e parte riflettori. Inventati in Germania dall'astronomo Bernhard Schmidt nel 1930, questi telescopi hanno uno specchio primario nella parte finale del tubo ed una lente correttrice all'inizio per corregere i problemi di aberrazione.

Questi telescopi (privi dello specchio secondario e dell'oculare) vengono usati principalmente in fotografia astronomica inserendo la pellicola (o il sensore) sul fuoco dello specchio principale.

Un evoluzione di questo telescopio è lo Schmidt-Cassegrain che introduce un secondo specchio che riflette la luce dello specchio principale in un foro praticato nel principale stesso.

 

 

 

Schema di un Telescopio catadiottrico Schmidt - Cassegrain

 

Telescopio Dobsoniano

 

 

 

Il telescopio dobsoniano (talvolta detto semplicemente dobson) è un tipo di particolare costruzione meccanica per telescopio, reso popolare da John Dobson. È caratterizzato da un'estrema semplicità costruttiva ed elevate tolleranze nella lavorazione, che permettono di realizzare strumenti di grande apertura ad un costo ridotto. Questi telescopi hanno una montatura altazimutale realizzata con una semplice forcella su una base girevole, sulla quale viene installato un tubo ottico newtoniano.

Il dobson, grazie alla sua semplicità, è molto in voga fra gli autocostruttori ed è anche molto facile da usare, rendendolo adatto ai principianti. Pur essendo autocostruibili, alcune ditte hanno aggiunto modelli dobsoniani ai loro cataloghi. A causa del notevole diametro dell'obiettivo è particolarmente adatto per l'osservazione di oggetti celesti poco luminosi. Tuttavia per la mancanza della montatura di tipo equatoriale rende impossibile, o quanto meno difficile, la possibilità di effettuare astrofotografia.

I due principali tipi di telescopio dobsoniano sono: a tubo o a traliccio. Nel primo si ha un tubo ottico con schema newton e la possibilità, a volte, di installare la forcella al quale è solidale, in una montatura equatoriale. Nel secondo, invece, i vari componenti ottici sono tenuti insieme da alcuni tralicci, eventualmente smontabili per facilitare il trasporto. Ciò rende però impossibile l'eventuale posizionamento dell'ottica su una montatura di tipo equatoriale.

Questo tipo di telescopio viene mosso a mano, ma alcuni autocostruttori alla fine degli anni 1990 sono riusciti a motorizzare i loro telescopi

Il più grande telescopio dobsoniano costruito è stato realizzato da Dan Bakken nel 1996 ed ha un'apertura di 41,2 pollici (1,05 metri)


 

 

La Montatura

 

Per poter essere usati, i telescopi devono essere supportati da una montatura adeguata, che va scelta in relazione al loro peso e alla lunghezza del tubo. Un telescopio su una montatura instabile è pressochè inutilizzabile per cui la montatura riveste una notevole importanza nell'acquisto e non deve essere sottovalutata.

Esistono due differenti tipologie di montatura:
  • Altazimutale

     

     

     

    La montatura altazimutale è quella più facile da usare. Ha 2 assi di rotazione , uno verticale ed uno orizzontale e per localizzare un oggetto è sufficiente spostarsi lungo l'orizzonte usando l'asse orizzontale e poi regolare l'altezza con l'asse verticale.

    Nonostante la facilità d'uso, questo tipo di montatura non garantisce un buon inseguimento di un oggetto visto che i movimenti da fare sono piuttosto a zigzag e quindi difficilmente può essere usato nell'astrofotografia .

     

    Equatoriale



    La montatura equatoriale è simile a quella altazimutale ed ha sempre due assi, quello per l'ascensione retta (verticale) e quello per la declinazione (orizzontale). A differenza dell'altra montatura però, gli assi seguono l'inclinazione della terra per cui il movimento di inseguimento è molto più preciso.

     

    Gli Oculari

    L'oculare è una parte fondamentale del telescopio perchè si occupa di ingrandire l'immagine catturata dallo specchio o dalla lente (riflettori o rifrattori). Un oculare è costituito da due o più lenti al suo interno e possiamo pensare a lui come ad un mini telescopio.

    Ogni astronomo che si rispetti possiede differenti oculari che gli permettono di avere più o meno ingrandimenti a seconda di quello che sta osservando.

    Lo scopo principale di un oculare è: Ci sono differenti tipi di oculari ed ognuno con determinate caratteristiche che incidono ovviamente sull'immagine finale che arriva al nostro occhio. Una delle caratteristiche più importanti è il campo visivo apparente, ovvero l'ampiezza dell'immagine.

    Un campo visivo ristretto ci permetterà di vedere una zona di cielo molto piccola e ristretta. Uno grande invece ci darà un effetto più panoramico. Ecco una lista degli oculari più commercializzati:

    Huygens e Ramsden

     

     


    Sono degli oculari di vecchia concezione che soffrono di aberrazione cromatica e che si trovano oramai quasi esclusivamente nei telescopi più economici.

     

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    Ortoscopici

     

     


    Sono dei buoni oculari per l'osservazione planetaria anche se hanno un campo visivo apparente piuttosto stretto (circa 40 -45 gradi).

     

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    Kellner e RKE

     

     


    Sono oculari buoni per ogni uso, sia planetario che deepsky, anche se hanno ancora un campo apparente ristretto.

     

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    Plossl

     

     


    Sono tra gli oculari più famosi ed offrono una qualità simile ai Kellner ma con un campo visivo maggiore (nell'ordine dei 50 gradi). Una variante ai Plossl sono i super-plossl che offrono un campo apparente (ed ovviamente un costo) ancora maggiore.

     

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    Wide e SuperWide

     

     


    Introdotti negli anni 80, questi oculari sono capaci di offrire un campo di visuale di oltre 80 gradi che è quanto di meglio un astrofilo possa volere. Ovviamente il prezzo sale vertiginosamente tanto che a volte possono arrivare a costare quanto un telescopio stesso!

     

    Filtri Solari

    I filtri solari sono necessari per osservare la nostra stella, se ne trovano in commercio diversi, noi ne abbiamo costruito due utilizzando del cartoncino  con  delle  pellicole Astro Solar e con foglio in "black polymer " della Thousand  Oaks Optical. Dei due il migliore è l'Astro-Solar guardate.

    Filtri Autocostruiti


    Filtro Astro Solar -  Polimero

    Polimero - Astro Solar

    Astrosolar su Celestron slt 102